Obey è il marchio streetwear fondato dall’artista americano Shepard Fairey, nato da un progetto di street art del 1989 e diventato uno dei nomi più riconoscibili dell’abbigliamento urbano. Qui trovi cosa significa il nome, da dove arriva la faccia del logo, chi c’è dietro e come veste.
Obey Clothing è un marchio di abbigliamento streetwear americano. Nasce nel 2001 come costola commerciale di OBEY GIANT, il progetto artistico che Shepard Fairey aveva avviato dodici anni prima attaccando adesivi per le strade di Providence, nel Rhode Island.
È una delle poche marche del settore in cui il linguaggio visivo viene prima dei vestiti: grafiche in stile manifesto politico, palette costruita su rosso, nero e crema, richiami dichiarati alla propaganda del Novecento e al punk. Le t-shirt e le felpe funzionano come supporti per quelle immagini, non il contrario.
Il catalogo copre t-shirt, felpe, giacche, camicie, pantaloni, cappelli e accessori, con una linea maschile e una femminile.
La faccia stilizzata del logo Obey è quella di André the Giant, il lottatore francese di wrestling, uno degli uomini più riconoscibili della televisione americana degli anni Ottanta.
Nel 1989 Shepard Fairey, allora studente alla Rhode Island School of Design, ritagliò il volto del lottatore da un annuncio di giornale e ne fece un adesivo con la scritta «Andre the Giant Has a Posse». Ne stampò migliaia e li attaccò ovunque, senza spiegazioni.
Negli anni l’immagine venne semplificata fino al volto essenziale in bianco e nero affiancato dalla parola OBEY, ed è questa la versione diventata il marchio.
Il senso dell’operazione era un esperimento sulla fenomenologia: un’immagine senza messaggio, ripetuta abbastanza, costringe chi la incontra a chiedersi cosa voglia da lui. È lo stesso meccanismo della pubblicità e della propaganda, messo a nudo togliendo il prodotto.
In inglese obey è l’imperativo del verbo obbedire: «obbedisci». La parola arriva dal film Essi vivono di John Carpenter, del 1988, dove occhiali speciali rivelano i comandi nascosti dietro i cartelloni pubblicitari: OBEY, CONSUME, CONFORM.
È quindi un ordine usato al contrario: stampato su una maglietta, un comando così esplicito smette di funzionare come comando e diventa un invito a notare tutti quelli che non si vedono.
Shepard Fairey, nato nel 1970 in South Carolina, è uno degli street artist americani più noti al mondo. Fuori dal marchio è celebre soprattutto per il manifesto HOPE della campagna presidenziale di Barack Obama del 2008.
Il suo lavoro sta nei musei e insieme sui muri delle città, ed è questa doppia natura ad aver dato al marchio una credibilità che pochi altri nomi dello streetwear possono rivendicare.
La vestibilità è generalmente ampia, in linea con lo streetwear americano: le t-shirt cadono dritte e larghe sulle spalle, le felpe hanno spalle scese e maniche generose.
Chi preferisce una linea più aderente di solito scende di una taglia; chi cerca il volume tipico del marchio resta sulla propria o sale.
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Si pronuncia «obéi», con l’accento sulla seconda sillaba.
No. Il marchio nasce come progetto artistico e continua a produrre stampe, manifesti e collaborazioni; l’abbigliamento è una parte del lavoro di Shepard Fairey, non tutto.
Sono collegati ma distinti: OBEY GIANT è il progetto artistico nato nel 1989, Obey Clothing è il marchio di abbigliamento nato nel 2001 da quel progetto.
Negli Stati Uniti: il progetto artistico a Providence, nel Rhode Island, e il marchio di abbigliamento in California.
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